Il Giardino del Guasto nella città storica di Bologna

Marco Ferrari

Abstract


Nel 1506 Giovanni II Bentivoglio, signore indiscusso di Bologna, fu costretto a fuggire, con tutti i suoi famigliari, dalle cannonate dei francesi alleati con Papa Giulio II Della Rovere. Il Palazzo, dapprima utilizzato dal Cardinal Legato, fu poi distrutto fino alle fondamenta e i mattoni riutilizzati. Tutto ciò che non poteva essere portato via fu accumulato fino a creare una collina dove era ubicato il parco del Palazzo e dove ora sorge il giardino del Guasto.
Per oltre due secoli nessuno costruì dove c’erano le rovine dei Bentivoglio, solo il Comune vi eresse il suo Teatro, inaugurato nel 1763. Il cumulo di detriti, rimasto sul retro del Teatro, divenne una sorta di discarica, dove i cittadini gettavano tutto il materiale ormai non più utilizzabile.
Nell’800 l’area fu perimetrata con gli attuali muri di sostegno in selenite. Durante l’ultima guerra, con la costruzione del sottostante rifugio, la collinetta subì un ulteriore innalzamento, utilizzando la terra di scavo delle gallerie del rifugio. Sotto il giardino esiste ancora il rifugio, in uno spazio estremamente affascinante, fatto di corridoi e gallerie che proteggevano i bolognesi dai bombardamenti.
L’area rimase pressoché abbandonata, utilizzata come discarica della città, fino al 1972, anno in cui l’Amministrazione Comunale decise il risanamento dell’area del Guasto. L’incarico fu affidato all’architetto Rino Filippini. Dal 1999 il Comune ha avviato lavori di riqualificazione e recupero del giardino, in collaborazione con l’Associazione Il Giardino del Guasto.


Parole chiave


spazio pubblico; Giardino del Guasto; Bologna; Rino Filippini

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DOI: 10.6092/issn.2036-1602/3715

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